ARTISTI

 BLINDUR
 

BlindurBlindur è un duo composto da Massimo De Vita e Michelangelo Bencivenga dalle sonorità ricche e articolate ispirate al folk e al post rock nordico, mentre i testi si rifanno alla tradizione e alla poetica della canzone d'autore italiana.
In soli due anni hanno già ottenuto numerosissimi riconoscimenti e collaborazioni importanti, partecipando a festival in Italia e all'estero

 
 

Blindur è un duo nato nella primavera del 2014 da Massimo De Vita, cantautore, polistrumentista e produttore, e Michelangelo Bencivenga, polistrumentista. Il sound del duo si ispira alle atmosfere del folk e del post rock, con un piede a Dublino e l'altro a Reykjavík. L'amore per il Nord Europa permea tutto il lavoro della band, a partire dalla scelta del nome, una parola islandese. Per i testi il riferimento è sicuramente da rintracciare nella tradizione e la poetica del cantautorato italiano, con un occhio più attento a quello moderno.
Nonostante siano solo 2 i musicisti in scena, il suono è ricco e articolato e l'ampio set up (chitarre acustiche ed elettriche; banjo; glockenspiel; effettistica ed elettronica minimale; cassa, rullante e tamburello, il tutto rigorosamente a pedale) contribuisce a dare la sensazione di stare ascoltando una band composta da più elementi. Il trucco è semplicemente godersi il tutto ad occhi chiusi.
Blindur liveIl duo napoletano nei primi 24 mesi circa di attività ha già collezionato più di 150 concerti tra Italia, Belgio, Islanda, Francia, Germania e Irlanda, prendendo parte ad importanti festival internazionali, ad esempio il Body&Soul Festival a Westmeath e l'Airwaves Festival a Reykjavik. La band ha prodotto nel 2014 un Ep dal vivo presso gli studi di registrazione Casa Lavica e nel 2016 un mini album acustico "live in giardino"; vinto l'edizione 2014 del premio Donida, il premio Muovi la Musica 2014, il premio Nuova Musica Italiana 2015, il premio Pierangelo Bertoli 2015; il premio Fabrizio De Andrè 2015, il premio Buscaglione “Sotto il cielo di Fred” 2016 e il premio Tempesta Dischi sempre nell'ambito dell'edizione 2016 di "Sotto il cielo di Fred". Inoltre la band è tra i 16 finalisti per l'edizione 2016 di Musicultura e tra i 9 finalisti per Musica da bere 2016. Nel 2016 Blindur è tra le 10 band rivelazioni dell'anno secondo la rivista Keepon.
Ha aperto i concerti di numerosi artisti del panorama indipendente italiano come Tre allegri ragazzi morti, Dellera, Dimartino, Giorgio Canali e Rossofuoco, Cristiano Godano (Marlene Kuntz), Il disordine delle cose, Iosonouncane, Dente, Nobraino, Bandabardò, Sictamburo, Calcutta.

Blindur ha collaborato in ambito internazionale con artisti irlandesi come Johnny Rayge, con il quale ha realizzato un mini tour di 11 date in Italia nel novembre 2014; ha condiviso il palco con il poeta e cantautore canadese Barzin nella data napoletana del suo ultimo tour europeo; ha inoltre lavorato con Birgir Birgisson, storico fonico e produttore di Sigur Ros e non solo.


estratto di rassegna stampa del disco "BLINDUR"

Il disco “Blindur” è stato pubblicato in anteprima streaming nel sito di Rockit ed è stato presentato, con un’intervista, nell’edizione del 17 febbraio 2017 del TG di Rai 3, edizione campana

Il Blindur hanno presentato il disco, con intervista e minilive, in trasmissioni radio di qualità come:

Music Club Radio 1, il 15 gennaio 2017:

Minisonica, Radio Popolare Milano, il 10 febbraio 2017.

“Centocinquanta concerti in Italia e all’estero in ventiquattro mesi, sette premi (tra cui il Bertoli, il De André e il Buscaglione), un disco appena uscito e il nuovo tour che inizia il 3 febbraio dalla provincia di Pordenone. Un bel risultato per i Blindur. Sono due, napoletani, l’altra metà si chiama Michelangelo Bencivenga, e per il mix e il mastering del loro debutto omonimo (etichetta La Tempesta) si sono affidati a Birgir Jón Birgisson, fonico e produttore dei Sigur Rós.”
L’Espresso, intervista di Emanuele Tirelli del 22 gennaio 2017

“[…] bel curriculum e varie collaborazioni di spicco, i Blindur esordiscono con un album colorato e ricco di influenze, ma fondamentalmente pop, come potrebbero suonare i Baustelle se avessero il folk nel loro DNA, e alcune sfumature più intimiste che fanno vagamente pensare a Motta.”
BlowUp, recensione di Bizarre del 1 gennaio 2017

“Massimo De Vita e Michelangelo Bencivenga, in arte Blindur, pubblicano un esordio omonimo in cui sincerità, entusiasmo e carica empatica vanno di pari passo. […] il loro folk si tinge di colori e vibrazioni che vanno ben oltre gli accostamenti più superficiali. Nelle parole di Massimo traspare una viva e contagiosa emozione.”
Rockerilla, intervista di Riccardo Cavrioli del 1 febbraio 2017

“Il loro è un esordio che spicca per autenticità, sensibilità, calore e intelligenza. Ottima prima”
Rumore, recensione di Barbara Santi del 1 gennaio 2017

“Si presentano come la più plausibile e felice risposta italiana ai Proclaimers. Canzoni folk contemporanee, le loro, composte e interpretate con l’afflato poetico dei migliori alfieri del genere e il genuino e contagioso trasporto della più affiatata coppia di busker. Molto più di una bella promessa.”
Rockerilla, recensione di Elio Bussolino del 1 gennaio 2017

“Sono in due ma fanno per venti. Questo loro album d’esordio, non a caso, è stato mixato e masterizzato da Birgir Birgisson, già produttore dei Sigur Ros”
Rumore, intervista di Barbara Santi del 1 febbraio 2017

“I testi sono il punto di forza dei Blindur. Trasformare sentimenti, avvenimenti, situazioni, circostanze in musica, è un’arte, un dono che pochi hanno.”
Rockol.it, recensione di Anna Gaia Cavallo del 18 gennaio 2017

“I Blindur sono una nuova realtà italiana, una di quelle realtà che meritano molta attenzione.”
Tuttorock.net, recensione di Fabio Loffredo del 12 febbraio 2017

I due ragazzi napoletani ci sanno fare: mescolano folk, rock e pop in maniera disinvolta, dimostrando di avere persino uno stile malgrado siano all’esordio. L’album ha delle melodie avvolgenti, arrangiamenti efficaci e la scelta di registrare tutto dal vivo si è rivelata, a conti fatti, azzeccatissima, visto che l’energia del duo arriva forte e chiara all’ascoltatore. (…)Complimenti, è il loro il primo album che finisce nella nostra Top2017.”
Distopic.it, recensione del 24 gennaio 2017

Dopo aver fatto incetta di premi "importanti" i Blindur arrivano all'esordio discografico per "La Tempesta Dischi", con nove canzoni racchiuse in un album che porta il loro stesso nome. Un cantautorato pop che non disdegna ritmi vivaci ed energici, che non ha paura di aprire alla melodia "più semplice" che poi è quella più difficile da cogliere nella sua essenza, nel nome di testi che sanno dove andare a parare e arrangiamenti che sanno come valorizzare una canzone.“
Grandipalledifuoco.it, recensione di Shake del 2 febbraio 2017
 
“Grande esordio dei Blindur che già partono con un’etichetta importante come La Tempesta Dischi e non è un caso. Sono in due, ma suonano come se fossero in sei, per la ricchezza dei suoni e la capacità di mescolarli benissimo.”
Impattosonoro.it, recensione di Gianmaria Tononi del 2 febbraio 2017

“Hanno deciso di registrare il loro primo disco,vario, delicato, piacevole. Le sonorità che si possono trovare nel disco sono svariate, 6 tracce ognuna con la sua particolarità.”
Lanouvellevague.it, recensione di Adriano Mastrolorenzo del 24 febbraio 2017

“Un folk scanzonato e allo stesso tempo riflessivo e intimistico; nove semplici storie ricche di pregi. In primis, le sonorità. Tra chitarre acustiche, armonica, basso, organo e banjo, sembra che si stia ascoltando un grande ensemble, mentre è tutto opera del duo.”
Lascena.it, recensione di Carmine Della Pia del 20 febbraio 2017

“Il sound ricco e articolato trae ispirazione dal folk, l’indie e il post-rock creando un accostamento vincente col cantautorato italiano e l’uso di strumenti tradizionali e moderni dà al duo una completezza sicuramente degna di merito. Blindur è poesia.”
Loudvision.it, recensione di Ilaria Sutti del 23 gennaio 2017

“Il duo campano ha tante frecce nella propria faretra, a partire dai testi – di una spanna sopra la media di quelli che si ascoltano in giro – e di un mix di folk e post rock con venature elettroniche ben articolato e ricco di dettagli. In questo disco c’è tutto; dal viaggio alla notte, dall’estate che brucia alle cicatrici del passato fino alla positiva violenza del presente.”
Musiccoasttocoast.it, recensione di Mario Ariano del 12 gennaio 2017

“I Blindur sono capaci di coniugare il folk rock della nostra penisola con una rete immensa di altre realtà, forse per questo in qualche fattoria in Sudamerica, a mollo in una pozza termale in Islanda o tra le montagne di un paese in Abruzzo, qualcuno sentirà il bisogno di ascoltarli.”
Nonsensemag.it, recensione di Gianluigi Marsibilio del 26 gennaio 2017

“Quello dei Blindur è un folk capace di smarcarsi dal solito canovaccio di chitarra e voce.
Michelangelo “Micki” Bencivenga alterna banjo, chitarra elettrica e synth con disinvoltura, compiendo un passo che dal folk porta a flirtare col pop più cantautorale.”
Ocanerarock.it, recensione di Raffaele Calvanese del 30 gennaio 2017

“Blindur è il progetto di Massimo De Vita e Michelangelo Bencivenga, duo napoletano per il quale il piglio minimal è solo nel numero dei componenti ma non nella resa sonora. Perchè ad ascoltare il loro album d'esordio l'impressione è che a suonare sia una band, ma in realtà fanno tutto loro due. Chitarre, percussioni, organo, armonica, synth, cori, loops: tutto a quattro mani (e quattro gambe). Due macchine da guerra. Solo in un brano si sono avvalsi di altri due musicisti, ma si tratta di comparsate.”
Xtm.it, recensione di Valerio Di Marco del 16 febbraio 2017

Tra picchi folk e sfiziosi richiami country, i Blindur si muovono con sicurezza e consapevolezza sui fluidi territori di una contemporaneità un po’ incerta, un po’ malinconica.
Ritrattidinote.it, recensione di Raffaella Sbrescia del 5 gennaio 2017

“Si evocano, attraverso sfumature variopinte che vanno dal folk all'irlandese fino al post-rock in equilibrio sul piano-forte mogwaiano, atmofere che lasciano spazio a un favolistico mondo di moderno e sognante cantautorato.”
Vitalowcost.it, recensione di Marco Pancrex del 1 marzo 2017

Il duo napoletano guarda alle grandi isole del Nord, l'Irlanda e l'Islanda. Folk dai paesi freddi, con il calore però delle anime mediterranee di Massimo De Vita e Michelangelo De Bencivenga. Un esordio, fortemente voluto da La Tempesta Dischi
Campaniarock.it, articolo del 16 gennaio 2017